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Sant’Agata tra storia e dolci della tradizione

“Sant’Agata è uscita” e con lei devoti, turisti e curiosi la seguono per le via della città di Catania, ogni anno dal 3 al 5 febbraio Catania dedica alla Patrona della città, una grande festa.
“A vara”, ovvero il fercolo d’argento, contiene un busto con le reliquie della Santa, questo viene instancabilmente portato in processione da centinaia di “devoti”, vestiti con il tradizionale “sacco”: una tunica bianca stretta da un cordone, cuffia nera, fazzoletto e guanti bianchi; aggrappati a due cordoni di oltre 100 metri. A seguire la vara, undici “cerei” o “cannalori”, alte colonne di legno che rappresentano le arti e i mestieri della città. Durante il lungo tragitto il grido unanime della devozione “Cittadini, semu tutti devoti tutti”.

candelore

Storia e leggenda
A 15 anni Agata decise di consacrarsi a Dio, cosi il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate.
Il proconsole di Catania, Quinziano, colpito dalla sua bellezza l’accusò di vilipendio della religione di Stato e  ordinò di catturarla e di condurla al Palazzo Pretorio.
Purtroppo i suoi tentativi di seduzione non andarono a buon fine cosi decise di rieducare Agata, affidandola ad una cortigiana di facili costumi di nome Afrodisia, affinché la rendesse più disponibile.
Dopo un mese, sconfitta, Afrodisia riconsegnò  Agata dicendo: “Ha la testa più dura della lava dell’Etna”. Quinziano la fece imprigionare e torturare per giorni finché per la rabbia le fece strappare i seni con delle grosse tenaglie, le mammelle gli verranno consegnate su un vassoio.
La leggenda narra che i seni di Agata furono risanati notte tempo da San Pietro apostolo; Quinziano per vendicarsi decise di condannarla al rogo.
Mentre il corpo di Agata bruciava, la tradizione narra che il velo che lei portava rimase intatto; per questo “il velo di sant’Agata” diventò da subito una delle reliquie più preziose, portato più volte in processione di fronte alle colate della lava dell’Etna, avendo il potere di fermarla.
Mentre Agata bruciava un forte terremoto scuoté la città di Catania e il Pretorio crollò; la folla dei catanesi terrorizzata, si rivoltò contro il proconsole per l’ingiustizia fatta alla ragazzina, il quale la fece togliere dalla brace mettendola agonizzante in cella, dove morì dopo qualche ora dopo.
Il sacrificio di Agata, il suo coraggio e la sua determinazione non verranno mai dimenticati.
Un anno dopo, il 5 febbraio 252, una violenta eruzione dell’Etna minacciò Catania, molti cristiani e cittadini, corsero al suo sepolcro, presero il velo che la ricopriva e lo opposero alla lava che si arrestò. Da allora S. Agata divenne la patrona di Catania, e la protettrice contro le eruzioni vulcaniche e gli incendi.

Per rendere omaggio alla Santa, il dolce tradizionale “Le Minnuzze di Sant’Agata”.  Scopriamo insieme la ricetta:

Ingredienti

Per il pan di Spagna:

  • 3 uova
  • 60 g di farina 00
  • 60 g di zucchero
  • Scorza di mezza arancia grattugiata
  • Un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 300 g di ricotta di pecora
  • 80 g di zucchero
  • 60 g di gocce di cioccolato
  • 30 g di zuccata e cedro e arancia canditi

Per la bagna:

  • 50 ml di rosolio

Per la pasta reale:

  • 200 g di farina di mandorle
  • 200 g di zucchero
  • 50 ml di acqua

Per guarnire:

  • 300 g di zucchero al velo
  • 3 cucchiai di succo di limone
  • 2 albumi d’uovo
  • Una ciliegia candita per cascatella

Per la crema di ricotta
Mettere la ricotta di pecora a sgocciolare, quindi setacciatela, mescolatela per bene insieme allo zucchero e alle gocce di cioccolato, la zuccata e la frutta candita.

Per il pan di Spagna
In una ciotola unite leuova allo zucchero, la scorza di mezza arancia grattugiata e un pizzico di sale; sbattete fino a ottenere un impasto chiaro e spumoso. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata amalgamando dal basso verso l’alto per non smontare l’impasto.
Versate l’impasto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180°C. Dopodiché aprire parzialmente lo sportello del forno e aspettate che il pan di Spagna si sia raffreddato quasi del tutto prima di tirarlo fuori. Fatelo asciugare.

Per la pasta reale
Versate la farina di mandorle in un tegame insieme allo zucchero, aggiungete l’acqua poco pian piano e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido. Cuocete poi a fuoco basso per 15 minuti, continuando a mescolare. Lasciate raffreddare e stendete la pasta reale con un mattarello fino a ottenere una sfoglia di circa 3 mm.

Preparazione delle Minne di Sant’Agata

C_4_ricetta_1744_lstParagrafi_paragrafo_4_upiFotoParagrafo

Foderate degli stampi semisferici con della pellicola trasparente e rivestiteli con la pasta reale. Riempiteli con la crema di ricotta e chiudete ciascuno di essi con i dischi di pan di Spagna spessi 5 mm leggermente bagnati con il rosolio.
4ecd3743-ba17-41b2-9806-e4bae12e0091--minne-food52-IMG_3662Estraete con cura le cassatelle di Sant’Agata dagli stampini e copritele con la glassa,  preparata precedentemente amalgamando gli albumi montati a neve e il succo di limone con lo zucchero a velo. Infine, guarnite con una ciliegia candita e riponetele in frigorifero.

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